mercoledì 15 novembre 2017

NEL DONBASS IMMOBILE





NEL DONBASS IMMOBILE 

Brevemente sui colloqui USA-Russia sul Donbass


Secondo le informazioni ufficiali circa l'incontro fra Volker e Surkov, dei 29 punti degli Stati Uniti la Russia ne ha accettato solamente 3, dopo di che le parti hanno "deciso di negoziare ulteriormente" Tenendo conto che di tutti i punti degli accordi di Minsk da più di 3 anni ne sono stati ottemperati esattamente zero, le prospettive per il prossimo ciclo di negoziati sono abbastanza chiare e tutti questi colloqui con gli americani assomigliano sempre più a riunioni periodiche dei sottogruppi di Minsk e alle telefonate con la Merkel ed Hollande. I tentativi di superare l’impasse di Minsk con l’idea dei peacemakers come al solito si sono scontrati con i differenti punti di vista delle parti - perché le forze di pace sono necessarie nel Donbass ed in che forma dovrebbero posizionarsi lì.

La Russia vede le forze di pace come un modo per fermare la guerra e congelare il conflitto. Gli USA come un modo per espellere la Russia fuori dal Donbass. Naturalmente con questi obiettivi diametralmente opposti otteniamo 0 punti su 12 o 3 su 29. Man mano che ci avviciniamo alle elezioni presidenziali in Russia, la Federazione Russa si sforzerà di mantenere lo status quo esistente almeno fino alla metà della prossima primavera e saranno poche le probabilità che la Russia attui qualche brusco mutamento nelle sue posizioni.

Dal momento che l'Ucraina non prevede radicali cambiamenti nei confronti della Federazione Russa, non ci si aspetta - assenza di cause di forza maggiore – che il tema dell'Ucraina verrà messo in secondo piano e dal punto di vista della dimostrazione dei successi in politica estera, i media ufficiali continueranno a privilegiare la questione siriana ed il Medio Oriente, dove c'è qualcosa da mostrare e dove nei prossimi mesi (poco prima delle elezioni) dovrebbe essere annunciata la piena vittoria su ISIS

Non c'è altresì nessuna volontà da parte degli Stati Uniti di fare concessioni in Ucraina, in modo che i cambiamenti possano essere possibili solamente grazie ad un'escalation militare dell'esercito ucraino che può, in teoria portare il fronte in movimento, anche se lo scenario inerziale di una guerra di posizione sembra il più probabile soprattutto perché le assicurazioni che le Repubbliche (DNR e LNR) entrino a far parte del Distretto militare sud della Federazione Russa non vengono prospettate da alcuno e nello Stato Maggiore del Consiglio Supremo di Ucraina questo lo sanno bene nonostante gli attacchi isterici di Jarosh e Co di attaccare Donetsk.

Naturalmente uno sviluppo degli eventi in tale direzione contribuirà all'ulteriore isolamento delle Repubbliche dall'Ucraina. L'esempio del Nagorno-Karabakh, che ha vissuto per più di 20 anni in uno stato di guerra strisciante riconosciuta a livello internazionale, come lo è stato là suggerisce come possa essere qui. Penso che a partire dal terzo anniversario di Minsk2, la situazione rimarrà congelata e dopo le elezioni presidenziali in Russia si svilupperà in situ a seconda della situazione interna in Ucraina e del contesto generale delle relazioni con gli Stati Uniti.

Per ora al fronte continua la routine della guerra di posizione, senza cambiamenti significativi a livello operativo-tattico. Bombardamenti di routine, vittime di routine di una guerra che "non c’è", ma che continua a divorare vite umane e risorse. Se confrontiamo la situazione con quella di un anno fa è difficile trovare cambiamenti sia nella situazione che nei dettagli: i bombardamenti continuano ed il loro conteggio, le immagini delle distruzioni e delle vittime e una generale mancanza di comprensione di quando e come cambierà la situazione.




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