giovedì 15 giugno 2017

BUONE NOTIZIE DA VLAD




Contrariamente alle voci il ferito di Donetsk, il bambino 9enne, non è morto ed è in via di guarigione

In terapia intensiva in visita a Vlad Zaichenko è stata portata la piccola cuginetta 




All'inizio di questa settimana voci avevano portato agli abitanti di Donezk la triste notizia: Vlad Zaichenko, 9 anni, era stato ferito gravemente durante i bombardamenti delle forze ucraine nel villaggio miniera "Trudovs'ka" (quartiere Petrovskij) ed era morto in un letto d'ospedale.
- “Questa è stata una macchinazione del nemico” - dice al corrispondente della "Komsomolskaja Pravda" il primario del reparto di Emergenza chirurgica dell'ospedale pediatrico repubblicano Valerij Kovalev e fa un'eccezione consentendoci di parlare con il bambino in terapia intensiva.
- “Solo non chiedetegli di sua madre” - avverte Valerij Aleksandrovich. – “Il ragazzo non sa che ancora che non è sopravvissuta”.




«REGALO» NELLA FESTA DELLA TRINITA’

La "Komsomolskaja Pravda" aveva scritto nei giorni scorsi che sera del 4 giugno, la 37enne Tat’jana Zaichenko e suo figlio stavano tonando da una visita a dei conoscenti. Avevano celebrato la festa della Santissima Trinità a casa del fratello di Tat’jana - Nicholaj. Camminando lungo via Amudarja improvvisamente accanto a loro è esploso un proiettile di mortaio. La madre con il proprio figlio stavano svoltando per via Chernigov dove vivevano nella prima casa ...
Come racconta un soldato della milizia della DNR, di soprannome Kremen, la bomba mortale è arrivata dal villaggio occupato dagli ucraini, Marinka ed era di calibro 82.
Le ferite riportate da Tat’jana erano incompatibili con la vita. Suo figlio è stato salvato dai miliziani arrivati subito in soccorso. Hanno trasportato il bambino ferito nell’ospedale pediatrico repubblicano.
- “I chirurghi di turno hanno esaminato il piccolo paziente e subito portato in sala operatoria”, - dice a "KP" Valerij Kovalev. – “L'operazione è durata quasi quattro ore. E’ stata subito riscontrata una grave ferita all'addome con un danno intestinale. Durante l'operazione i chirurghi sono interventi su un’emorragia intra-addominale associata con danni al fegato. Solo dall'addome sono stati estratti quattro frammenti di bomba. Anche dalla mano ferita e dalla coscia si sono rimosse schegge di proiettile”.



SOTTO LA SUPERVISIONE DI ALEKSANDR ZACHARCHENKO

All'ingresso del reparto di terapia intensiva un infermiere di turno mi aiuta a calzare un copriscarpe e una divisa. Sono entrato in reparto assieme allo zio Nikolaj e alla nonna (lei ha presentato domanda di affido avendo avuto, Vlad, il padre morto per difendere la Repubblica).
Nikolaj ha in braccio una bambina di 2-anni, Svetochka - cuginetta di Vlad. Il ragazzo ci saluta con un sorriso e una carezza alla bambina.

– “Oggi ho tolto i punti” dice e mostra una macchinina giocattolo.
- “Te l’ha regalata Zacharchenko ?” – chiede Nikolaj .
- “La macchina glie l’ha regalata il dottore”, interviene Ol’ga Anatal’evna. – “Il Presidente della repubblica si è speso per le medicine e i generi alimentari”
Infatti, Aleksandr Zacharchenko ha visitato Vlad il giorno dopo la tragedia. E ha subito preso su di sé il controllo personale del processo di cura. L’Amministrazione del Presidente ha curato anche i funerali della madre del bambino.
Vlad mostra alla bambina il tablet ed il nuovo gioco che ha scaricato in ospedale.
- “A cosa pensi ?” dicono al bambino.
- “Al lungofiume, a dare da mangiare alle anatre” - dice. - Con Sveta siamo andati la ogni estate.



A SCUOLA IL 1 SETTEMBRE

I medici promettono di rimettere in piedi Vlad per il 1 ° settembre. Il bambino frequenterà la terza classe della scuola 114, nel centro di Petrovka. La vecchia scuola, la 106, all’inizio della guerra è stata distrutta dall'esercito ucraino.
 “Vlad ha già provato a fare due passi nel reparto” ha detto Valerij Kovalev. – “Ha bisogno non solo di riabilitazione fisica, ma anche psicologica”.
- “Ventiquattro ore su ventiquattro non lasciamo solo il bambino” - dice a "KP" l’infermiera in servizio Tat’jana Chekunova. – “Ogni ora misuriamo la sua temperatura, il polso, la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca. Approntare l’infusore con i farmaci prescritti dal medico”.
C'è un detto: se si sente in giro che una persona è morta lui in realtà è vivo, la sua vita sarà lunga. Mi piace credere che Vlad vivrà sino a tarda età e racconterà ai suoi nipoti del grande male che nella terra del Donbass hanno fatto i punitori ucraini.
E qualche giorno fa il Procuratore Generale della Repubblica ha aperto un procedimento penale contro il comandante della 92a Brigata meccanizzata ucraina Viktor Nikoljuk che ha dato l’ordine criminale di aprire il fuoco contro Trudovskaja, uccidendo la residente locale Tat’jana Zaichenko e ferendo gravemente suo figlio di 9 anni. Un procedimento penale è stato aperto ai sensi del paragrafo. "B", comma 3 dell’articolo 229 del Codice penale della Repubblica popolare di Donezk - "atto terroristico che ha portato intenzionalmente alla morte di una persona". Questo informa a "KP" il servizio stampa del Procuratore Generale DNR.

 
E INTANTO

Nuove vittime dei punitori ucraini


 Il responsabile dell'omicidio della mamma di Vlad

Questo martedì a Trudovskaja un missile ucraino ha ucciso una madre e suo figlio. Lidiia Artemeva aveva 80 anni e suo figlio, Victor Vladimirovich - 54. Questo nel cortile della casa №25 sulla strada Lugovskij a causa di colpo di cannone dell’esercito ucraino sparato da Marinka

Come riportato da "KP" i vicini delle vittime di Victor Artemev aveva servito in Afghanistan. Negli ultimi anni, reduce disabile dell’afgano, camminava con le stampelle.


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